Vi propongo questo brano dei Discanto perché da parte loro non è uno dei classici della tradizione che con infinita pazienza hanno raccolto, ma una loro rielaborazione del tema malocchio e superstizione. E da parte mia il capitolo su streghe, folletti e superstizione è proprio quello che ho dimenticato di scrivere in Statale 17 , e per ora ve lo propongo nella loro musica.
Michele, Sara, Germana e Antonello li ho conosciuti in Olanda durante un loro giro di concerti. Buffo che la gente che potresti aver conosciuto benissimo a casa tua vecchia, con cui hai degli amici in comune, li incroci proprio all'estero, a casa tua nuova.
Sara il mio libro invece lo ha letto in una copia comprata alla Libreria Bonardi di Amsterdam, la città dove vivo e la libreria delle mie amiche, in cui anche mia madre ha lavorato da volontaria per alcuni mesi. Per dire, gli incroci della vita.
Così a maggio è nata spontaneamente l'idea di fare insieme delle letture-concerto. E ci siamo resi di conto di quello che già sapevamo: che le nostre storie, le mie su carta, le loro su musica, attingono dallo stesso serbatoio di racconti e cultura popolare.
Per questo vorrei invitarvi, se ne avete l'occasione, ad andarli a sentire. Questo il programma dei prossimi concerti in Italia e all'estero:
LUGLIO
04 - S. Stefano di Sessanio (AQ) - "I Parchi cantati". h 17,30
18 - Castelvecchio Subequo(AQ) - Chiostro di S. Francesco "I Parchi cantati". h 21,30
23 - Pacentro (AQ) - Castello h 21,30
24 - Pescara - Casa D'Annuzio - "Conferenza-Spettacolo su G. D'Annunzio" a cura di Adriana Gandolfi. h 21,30
AGOSTO
06 - Montone di Mosciano S. Angelo (TE) - Festival "Tra il Sole e la Luna". h 21
10 - Tossicia - Azzinano (TE). h 21,30
12 - Pettorano (AQ) - P.zza Arischia - Festival "Etnica in Piazza". h 21,30
DisCanto EtnOrchestra in "Serenata fuori Stagione"
OTTOBRE
07 - New York - LaGuardia Community College Long Island City
08 - New York - College of Staten Island
09 - Princeton (New Jersey)
10 - Ridgefield (Connecticut) Private concert
Cantemme, ca chi canta fa i'amore,
tra tanta gente che se vole male,
o ancora pegge nen ze vole niente.
Da "Serenata dell'ubriaco" di Vittorio Monaco
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mercoledì 7 luglio 2010
domenica 9 maggio 2010
La tappa all' Aquila
E siamo arrivati all' Aquila, da Colacchi, la mia libreria storica (mica solo mia). Il capo mi ha persino riconosciuta, al nipote sono riuscita a scroccare per la prima volta in vita mia uno di quei fantomatici postre della serie Leggere che stanno esposti in tutte le librerie, ma mai che ne avanzi uno per i clienti affezionati.
E' stato un gran bell' incontro che sintetizza un po' tutta la situazione. Perché intanto Colacchi non sta più in centro ma al centro commerciale fuori città, dopo l' ospedale. E in città quindi non ci siamo manco entrati, perché Boss al sabato sta chiuso e Titti ci ha dirottati al Dragoncello in viale della Croce rossa, che adesso quel po' di botte di vita consentite si fanno lì.
C'era la vecchia guardia dell' università: Laura, Filo e Marcello, quest' ultimo che in realtà non poteva restare ma è venuto un attimo a salutarci. C' erano le mie aquilane Vic e Maria Luisa col pupo, quello che forse proprio ieri ha compiuto un anno, una amica del cuore dell' età quasi adulta, l' altra amica d' infanzia e transumanze ritrovata da poco, e che manco a farlo apposta vivevano l' una sopra all' altra in via Strinella.
C'era un sacco di gente che conoscevo, o per sentito dire, o di vista. Alla fine ho incrociato persino un individuo con cui insieme a Vic e gli altri abbiamo giocato enormemente a Risiko nell' inverno 1988, poi perso di vista e mai più incontrato.
C'erano i miei editori preferiti, l' artista borderline e un' altra transumante romana che avevo conosciuto alla presentazione di Roma e il cui figlio, Eugenio, nonostante i 13 anni sonanti è stato a giocare con gli gnorpoli e gli ha insegnato la capoeira.
E prima di arrivarci siamo passati per Ofena, abbiamo cucinato, mangiato e pisolato (che come si dorme a Ofena) e siamo passati a San Pio a vedere la casa nuova di Anna, che dopo un anno di macchina, container e case non sue, finalmente ha trovato un posto in cui stare per un po' e che le piaccia, finalmente ha potuto aprire le scatole del recupero ritrovando tanti relitti del naufragio di cui si era dimenticata, dopo averli dati per persi. E che forse adesso può rilassarsi.
E in questo tratto di strada mi hanno accompagnata Sara, Michele, Germana e Antonello dei Discanto, perché loro con la musica fanno quello che faccio io con i racconti, recuperiamo brandelli di storie e di una vita che non ci appartiene più ma a cui siamo indissolubilmente legati per diritto di nascita.
E' stato un gran bell' incontro che sintetizza un po' tutta la situazione. Perché intanto Colacchi non sta più in centro ma al centro commerciale fuori città, dopo l' ospedale. E in città quindi non ci siamo manco entrati, perché Boss al sabato sta chiuso e Titti ci ha dirottati al Dragoncello in viale della Croce rossa, che adesso quel po' di botte di vita consentite si fanno lì.
C'era la vecchia guardia dell' università: Laura, Filo e Marcello, quest' ultimo che in realtà non poteva restare ma è venuto un attimo a salutarci. C' erano le mie aquilane Vic e Maria Luisa col pupo, quello che forse proprio ieri ha compiuto un anno, una amica del cuore dell' età quasi adulta, l' altra amica d' infanzia e transumanze ritrovata da poco, e che manco a farlo apposta vivevano l' una sopra all' altra in via Strinella.
C'era un sacco di gente che conoscevo, o per sentito dire, o di vista. Alla fine ho incrociato persino un individuo con cui insieme a Vic e gli altri abbiamo giocato enormemente a Risiko nell' inverno 1988, poi perso di vista e mai più incontrato.
C'erano i miei editori preferiti, l' artista borderline e un' altra transumante romana che avevo conosciuto alla presentazione di Roma e il cui figlio, Eugenio, nonostante i 13 anni sonanti è stato a giocare con gli gnorpoli e gli ha insegnato la capoeira.
E prima di arrivarci siamo passati per Ofena, abbiamo cucinato, mangiato e pisolato (che come si dorme a Ofena) e siamo passati a San Pio a vedere la casa nuova di Anna, che dopo un anno di macchina, container e case non sue, finalmente ha trovato un posto in cui stare per un po' e che le piaccia, finalmente ha potuto aprire le scatole del recupero ritrovando tanti relitti del naufragio di cui si era dimenticata, dopo averli dati per persi. E che forse adesso può rilassarsi.
E in questo tratto di strada mi hanno accompagnata Sara, Michele, Germana e Antonello dei Discanto, perché loro con la musica fanno quello che faccio io con i racconti, recuperiamo brandelli di storie e di una vita che non ci appartiene più ma a cui siamo indissolubilmente legati per diritto di nascita.
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